Sicani è un viaggio a ritroso di un uomo che fu adolescente 35 anni fa.
Racconta e porta a galla le malinconie, le opportunità perse, l’amore per la propria terra, le mille domande.
Racconta semplicemente, in maniera ironica e a tratti drammatica, il calore della sua gente, i colori e gli amori.
Un travaglio interiore per sentirsi cittadino del mondo; senza quei confini che l’essere umano ha imposto e senza mai dimenticare le proprie radici.

Sicani indaga l’emigrazione, vissuta in prima persona da quell’adolescente che alla fine degli anni settanta lo catapulta al centro del suo futuro. Un futuro a cui far riferimento e che a volte, in età adulta, riesce a modificare la visione del tema.

Una ricerca continua di risposte, un’immaginario di reazioni mai vissute. Un riportare a galla l’amore condito dalla drammaticità della vita. L’attaccamento alle proprie origini, che funge da “stimolo” per continuare a navigare, “… Attraversando il mediterraneo con navi fatti di legno spinte da uomini coraggiosi con il ritmo nel cuore battuto dal grande Poseidone…” e scoprire che al di la “… Della comoda soglia di casa…” c’è altro amore, altri esseri umani, altre terre “…Che aspettano solo noi per essere esplorate, con coraggio…”.

Sicani è il sacrificio “…Prepotentemente prepotente…” che l’amore impone al protagonista e che a sua volta imparerà a donare